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•*¤*•.¸.•*♥ ¢ι νυσℓє ∂єℓ ¢ασѕ ∂єитяσ ρєя gєиєяαяє υиα ѕтєℓℓα ∂αиzαитє ♥*.¸.•*¤*•∂єνσ αи∂αяє α ¢αмвιαяє ℓα мια νιтα, è тємρσ ∂ι єѕѕєяє υиα яαgαzzα gяαи∂є α∂єѕѕσ є ℓє яαgαzzє gяαи∂ι иσи ριαиgσиσ..ιℓ ѕєитιєяσ ¢нє ρєя¢σяяσ ∂єνσ fαяℓσ ∂α ѕσℓa, ∂єνσ αи∂αяє α ραѕѕσ ∂ι вαмвιиσ fιи¢нé иσи ѕαяò ¢яєѕ¢ιυтα..ℓє fανσℓє ии нαи ѕємρяє υи ℓιєтσ fine
September 05 Cl@udi@ ink@zz@t@, sk@zz@t@, @llo sk@zzo![]() Oggi voglio farmi del male. Oggi voglio prendere una penna e ferirmi con la sua punta || parole sul foglio, parole sulla pelle || incise || fino a farmi sanguinare. Ma non me ne frega niente, tanto tu non ci sei. Non ci sei più. Non so perchè succeda sempre, forse la colpa è mia, forse del destino che si diverte così - che divertimento stupido e infantile, non si pensava che la vita fosse qualcosa di più di tutto ciò? || pensavo di essere nata sotto una buona stella, ma si è rivelata meschina, una vera puttana. - E così eccomi qua, a chiedere un perchè. || A chiedere qualcosa che non c'è. || Come i bambini quando vogliono una favola. "Me la racconti una favola mamma? Me la regali una fata... mamma?" || Una fata. || La mia è morta da tempo. || Vorrei tanto saperlo perchè, perchè tutto continua ad andare storto nonostante mi stia sforzando di non deragliare, perchè ogni progetto, ogni storia non fa in tempo ad inizare che è già finita, è frustrante, insensato e mi fa venire voglia di scoppiare a piangere e di spaccare qualcosa e di essere un animale e mi fa venire voglia di smetterla, di sorridere sempre e di andare avanti, mi fa venire voglia di fermarmi in mezzo alla strada e gridare - gridare- con quanto fiato ho in gola fino ad essere scambiata per pazza , fino ad essere travolta da una macchina. || Amarezza. || Profonda, ripugnante amarezza, || tanta, tanta, troppa amarezza per avere solo 16 anni. || Cosa hanno gli altri più di me, per riuscire a tagliare il traguardo, per avere tante soddisfazioni? || Cosa hanno gli altri più di me per vedere realizzati i loro desideri, per vivere istanti da film, amori intensi che a me sono preclusi? || Cosa hanno gli altri più di me per essere felici, fortunati, soddisfatti? || Se un dio esiste a questo mondo, bhè deve odiami con tutto sè stesso, se la fortuna esiste deve divertirsi tanto a vedermi nervosa, a vedermi qui, seduta davanti ad un computer, a buttare giù sfoghi immaturi, lagnosi, inconcludenti || a farmi domande cretine a cui nessuno ha mai saputo rispondere. || Vorrei fare come i bambini, che capricciosi, testardi, si mettono a fare le bizze, a scalciare per strappare attenzioni, una carezza, un bacio. || Ma non sono una bambina. || Purtroppo. || Sono una ragazza grande. E le ragazze grandi non piangono. || Devo essere forte, perchè non ho più l'età in cui altri sono forti al posto tuo, || perchè i miei problemi non sono a metà con affettuosi parenti, con genitori premurosi || sono miei, completamente || interamente miei, indivisibili, un unico blocco. || E pesano. Cazzo pesano da morire, ti sembra di soffocarci sotto i tuoi problemi, ti sembra che prendano il sopravvento sulla tua vita, sul tuo respiro. || La notte, nel buio, coperte umide appiccicate alla pelle, continui cambi di posizione, l'orologio che non smette mai di ticchettare - come una goccia che cade sulla fronte, inarrestabile ritmo del tempo che scivola via sulla pelle ed entra nella testa, martella sulle tempie // incorruttibile, eterno, cinico, crudele tempo, tempo che scorre, tempo che finisce, il tuo - e il respiro irregolare, per quel piombo opprimente che schiaccia i polmoni, che spezza il flusso d'aria dentro al tuo petto stanco || singhiozzi di ansia, paura di un domani che sembra invalicabile, incerto, inesistente, che sembra nero. Troppo nero. || Non vedo nulla. ||
Perchè c'è qualcosa, in quel nero... vero?
Vero che c'è qualcosa?
Vero??
Sono incazzata col mondo, non posso farci niente. E la cosa mi fa incazzare ancora di più. E' frustrante e patetico pensare che sto vivendo il ruolo della classica adolescente arrabbiata, eppure è così. La vergogna non uccide la rabbia. La fa crepitare con più ardore. Sono una debole, ne sono consapevole. Eppure ci sono quelle volte, quei giorni che sembra possa spaccarla, la realtà, che possa quasi piegarla al mio volere, guidarla, dirigerla, vincerla, adattarla a me, a quello che voglio, che sento, che sono. E poi succede, che il sogno cade, come le pareti ben dipinte di un set ben costruito, teatrino di un controllo che non avremo mai, crolla tutto e tu rimani a chiederti stupito.... era solo cartone quello che prima osservavi stretta a lui? Quel pezzo di cielo che gridava "libertà!", che ti ha fatto sperare tante volte di cambiare, di essere migliore, erano solo pennellate azzurre quei vortici intensi che guardando ti facevano pensare al futuro? E lui? Una comparsa? Ottimo attore. Non c'è che dire. Ottima merda, ottima fregatura, questa esistenza fatta di illusioni. Questa vana manciata di niente che prima stringiamo esultanti e poi guardiamo desolati, il palmo della mano aperto, vuoto fra le dita. Mi avevano detto che era bella, la vita. E io ci avevo pure creduto. Vaffanculo ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
[ Siamo solo noi // che andiamo a letto la mattina presto // e ci svegliamo con il mal di testa //
siamo solo noi // che non abbiamo vita regolare // che non ci sappiamo limitare siamo solo noi // che non abbiamo più rispetto per niente // neanche per la mente siamo solo noi... quelli che poi muoiono presto // quelli che però è lo stesso // siamo solo noi che non abbiamo più niente da dire // dobbiamo solo vomitare // siamo solo noi // che non vi stiamo neanche più ad ascoltare siamo solo noi // quelli che non hanno più rispetto per niente // neanche per la gente siamo solo noi // quelli che ormai non credono più a niente // e vi fregano sempre ...sì... siamo solo noi // che tra demonio e santità è lo stesso // basta che ci sia posto siamo solo noi // che facciamo colazione con un toast // del resto siamo solo noi // quelli che non han voglia di far niente // rubano sempre siamo solo noi // generazione di sconvolti che non han più // santi né eroi siamo solo noi
siamo solo noi siamo solo noi ]
|| Siamo solo noi che esultiamo gridando ma poi piangiamo in silenzio.... ||
August 30 vOgl!a d! v!vere
Penso... penso che per diventare qualcuno ci voglia forza, ci voglia fortuna, ci voglia amore, ci voglia voglia, ci voglia passione, ci voglia determinazione, ci voglia coraggio. Molto coraggio. Penso che sono tante le lacrime da versare per forgiare tutto, per forgiarci. Penso che più quel qualcuno è chiaro, ambizioso, particolareggiato.... più è difficile. In fondo nessuno l'ha mai detto, che fosse facile. In fondo pochi di quei tanti che sognano hanno idee precise, ancora meno quei lievi, fluttuanti progetti riescono a ripassarli a china, trasformando i sottili intrecci di una matita, debole grafite, in onde di inchiostro, in voluttuose spire capaci di risaltare, di farsi notare. Penso che qualcuno, bhè qualcuno sicuramente lo diventerò, penso che non me ne frega un cazzo delle figure di merda che dovrò fare per diventarlo, però del parere degli altri si. Non delle loro parole, quelle non contano, le futili chiacchiere che volano no. Quello che intendo sono gli occhi. Proprio loro. Voglio leggerlo, ciò che pensano, dal modo in cui mi guardano... l'adorazione, il disgusto, la sorpresa, il fascino, l'invidia, l'ironia, la sicurezza nelle loro iridi... Non voglio illudermi di essere qualcuno che per me sola esiste, che credo di impersonare senza essere riconosciuto. Quel qualcuno deve trasmettere, deve urlare. Deve urlarMI. E cazzo, io non butterò a terra tutto.... non ho paura di espormi, di dire, di essere ripetitiva, di essere poco amata. Non ho paura dei giudizio degli altri, di scomode etichette o di "onori" che fanno comodo ai mediocri per non avere troppe grane, per non rimanere sotto. La cosa che veramente mi spaventa è il rimpianto, il non aver agito come avrei voluto/ potuto/ DOVUTO. Sono sempre stata brava a parlare, a progettare, a sognare.... Ho sempre messo nella scrittura, nell'arte delle parole la mia invettiva, la voglia di vita... Credo sia meglio smettere adesso: cambiare rotta. Credo sia meglio per una volta cessare di pensare, ponderare, constatare. Voglio dispensarlo nella vita, il mio genio, nei giorni che vivo, nelle occasioni che mi si presentano. Non devono essere perfette, basta che ci siano, che esistano semplicemente, che mi vengano incontro, senza paura. Sarò io che le perfezionerò, se ne avrò la forza o ne sarò capace. Dopotutto ci sono cose che devi crearti, capisci cosa intendo? La fatica.... bhè quella è tanta, per molti troppa. Ma il risultato.... amico, ne vale pena, ne vale profondamente la pena. Non voglio ritrovarmi con un passato fatto di parole, [ cenere e parole. ] Non voglio ritrovarmi a seguire trepidante, a ridere/piangere/arrabbiarmi/commuovermi/tremare per le avventure di altri, per la loro ascesa, per i loro successi. Non voglio essere una spettatrice passiva, che legge di emozioni nei libri, di amore nei film, di realizzazione nelle parole delle sue amiche o nei programmi in TV. Le voglio sentire addosso, tutte quelle cose. Ho voglia di bruciarmi, ferirmi, farmi male, perchè è quel dolore che ti squarcia dentro, è quel pizzicare sopra tagli aperti che ti fa sentire tremendamente, violentemente vivo!!! Ho voglia di trasformare la mia vita in una specie di avventura da libro, o da film.... se posso. Tragedia e commedia, un mix di alti e bassi, basta dosare bene, basta avere fortuna, forse basta solo sorridere. Sorridere e andare avanti.
[Clau]
.......яιииєgα ℓα тυα ιи∂σℓєиzα ρєя¢нè υ¢¢ι∂є α ѕαѕѕαтє ℓα νιтα......
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E così eccomi qua, per l'ennesima volta pronta a partire, [ a provarci almeno.... ] poi chissà... se anche questa sarà una falsa partenza, se rimarrò inchiodata ai blocchi, piegata in avanti, ridicola, scoraggiata ridendo per non piangere sotto il rumore secco della pistola... PUM!!! Un sibilo irrompe intorno, cretta l'aria fino a quel secondo immobile, cretta l'aria smossa da mille corpi scattati in avanti, dalle grida sugli spalti, dalle gambe nervose, lunghe, veloci... Un filo sottile sale dalla canna in metallo, lo starter mi guarda, mi guarda bloccata, in questa assurda posizione, rialza la pistola, il dito teso sul grilletto.... un taglio al posto delle labbra, un taglio sul suo viso bruciato, un taglio che è un sorriso, ma lo capisci sempre dopo, lì per lì ci rimani male, se non l'hai mai visto. Quel dito non premerà mai nulla, lo so, non puoi sceglierlo tu il momento di partire, devi buttartici quando capita, nessuno tira un altro colpo in aria per te; il destino non sta ai tuoi comandi, non rispetta i tuoi tempi, lui ti offre delle occasioni, così all'improvviso.... E se ne approfitti... bhè hai già vinto. Così lui ride, con quel taglio che gli fende la pelle, ride perchè è solo uno scherzo, abbassa la pistola, solleva un sopracciglio. Alla prossima? - domanda. Alla prossima - rispondo. O forse non sarà così.... forse ci riuscirò, a slanciarmi in avanti, a partire, per fermarmi poi o scivolare a metà, per cedere alla fatica, di questa vita... E' dura la vita, e difficile anche, è stronza la vita, è una gran bastarda. Ma la amo, questa meravigliosa bastarda. La amo da morire.
[Clau]
August 27 NOn è questO il miO pOstO....
Sento che non è questo il mio posto.
Questo non è che un piccolo, inospitale porto adatto al soggiorno di qualche mese.
Di qualche anno tutt'al più.
Incapace, inadatto a custodire quello che in fondo sono, quello che forse diventerò,
se non sceglierò di tenere i miei sogni chiusi in un cassetto, di rimandarli indietro,
come si ingoiano le parole, invece di farli esplodere, invece di coltivarli e prendermene cura.
Perchè lo so, che non è tutto qui.
Perchè non può. No.
Perchè c'è qualcosa, perchè c'è QUALCUNO qua dentro e devo poter esprimere quello che di differente,
di insolito, inusuale sento in me, ciò che talvolta mi isola dagli altri, mi isola dal resto.
Così salperò non appena il vento riprenderà a soffiare e a gonfiare le vele
come onde di panno bianco,
quando sul sartiame la brezza dell'avventura verrà a chiamarmi con le sue carezze,
giocando coi capelli,
allora finalmente mi allontanerò e andrò, dove quelle come me devono andare.
Non è superbia, la mia.
Non sono migliore nè superiore a niente, a nessuno, a tutto.
Semplicemente sono diversa.
Perchè io mi sento diversa.
Per ogni giorno trascorso, per ogni ora vissuta,
attaccato alla pelle, il mio essere diversa.
Talvolta con disagio, come una targhetta,
un cartellino col nome, di questa strana pianta
altre in modo luminoso e scintillante.
Sento che non è questo il mio posto, no.
Sento che mi sono rotta, di stare a guardare,
Sento che ho voglia,
voglia di vivere.
Voglia di dimostrare qualcosa anch'io,
voglia di far vedere chi sono
chi posso essere, se voglio.
Se solo volessi.
[Claudia]
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Che ci posso fare? Sono fatta così. Sogno e speranza fanno parte del mio DNA. Quando mi incolpano di non riuscire ad essere realista, responsabile, concentrata mi consolo dicendomi che se questo mondo grigio fosse un quadro la mia anima colorata sarebbe fra le poche a brillare nell'ombra.
August 21 R[a]g[a]zz[a] che cerc[a]....![]() No. Non piangere adesso.
Troppe lacrime, troppe incertezze in questo vortice di vita confusa dalla rabbia, dalla frustrazione e dall'euforia.
No, non sei tu,
senza confini,
senza entusiasmo....
Senti il tuo corpo sfumare nell'aria, svaniti i contorni con il mondo intorno, non sai dov'è che hai inizio, dov'è che finisci..
Cos'è questo mal di pancia?
Solo un'emozione,
solo un disagio interiore che si tramuta in scoppi di risa, in singhiozzi caldi, in quella stanchezza che riempie le giornate,
in quella fame bulimica di affetto da ingoiare a sorsate, fino a scoppiarne, fino sentirsi persino un pò in colpa,
persino in dovere di rivomitare, di liberarsi da un bisogno soddisfatto, dalle attenzioni ormai soffocanti, limiti dolci alla tua libertà e scapparne via,
senza farsi sentire, senza farsi vedere....
![]() Sprechi la tua giovinezza nei giorni, buttandola al vento come una manciata di sabbia fatta scivolare fra le dita,
quel sorriso così dolce per piangere.
Sembri non avere mai il controllo, di questa giostra impazzita da cui non puoi scendere,
per tutto il tempo chiami gridando ma ogni pezzo sembra smarrito, sento il tuo cuore battere troppo forte,
ma non sai, non so che fare.
Tu continui a danzare senza meta anima pazza e fragile e intanto il tempo vola,
e quella ragazza che eri sta diventando una donna
e il mondo intorno cambia, si evolve....
Farfalla esci dal bozzolo e partecipa anche tu all'esistenza, impara a muovere le tue lente ali,
già lontano i compagni scivolano all'orizzonte, loro hanno capito come si fa a rimanere sospesi in aria...
Ansia... inquietudine.... paura.... fretta.... perchè non faccio che ricadere a terra?? Perchè non mi aspettano??
Non riuscirò mai a raggiungerli, ad essere al pari di un mondo deciso, ormai delimitato, lui così sicuro, lui fatto....
il mondo intorno taglia il traguardo, trova la pace, si stabilizza.
Ma tu no.
Tu non lo sai... chi sei, cos'hai.
Prova a sentire sulla pelle per capire,
e racconti quello che hai dentro in frasi confuse, che nemmeno tu comprendi.
Giusto una ragazza rotta, rotta dentro.... la tua pazzia va avanti, scivola nei giorni, come uno strascico, un velo....
E ora vuoi qualcuno, per curare il tuo sentirti sola,
e ora vuoi qualcuno di cui forse ti stuferai non appena il legame sarà più forte, soffocata, imprigionata per tornare a cercarlo quando ti mancherà....
![]() E ora vuoi qualcuno, per crescere e provare, e ora vuoi qualcuno, non sai chi, devi cercare...
Speri di trovarne uno capace di renderti giusta, di alzare il velo delle nebbie e dirti cosa fare,
ma ogni strada che sembrava andare avanti torna sempre indietro, con la forza di un boomerang.
Attratto all'origine.
Sto provando a cercarti, ma non fai che incespicare e cadere, ciò che gira intorno continua a precipitarti addosso...
Cosa farai adesso?
Ridi.
Di nuovo.
Ma tanto lo sai, che tornerai a piangere.
A scrivere.
A fumare.
A chiedere.
A pensare.
A non capire.
A urlare.
Senza essere sentita, senza sentirti tu per prima.
Senza arrivare.
Mai.
R[a]g[a]zz[a] che cerc[a] // Ist[a]nc[a]bile, irrequiet[a] // r[a]g[a]zz[a] che cerc[a] // ogni giorno l[a] su[a] str[a]d[a] // r[a]g[a]zz[a] che prov[a] // con l'illusione di riconoscere fin[a]lmente qu[a]lcosa di suo // test[a]rd[a] e ribelle, h[a]i due ali enormi // Forse è per questo che non riesci [a]ncor[a] [a] prendere quot[a] H[a]i due [a]li enormi e non s[a]i come f[a]rle funzion[a]re // M[a] che te ne f[a]i, di due [a]li tanto gr[a]ndi, se poi non s[a]i vol[a]re? // Tutti sono [a]nd[a]ti // Sei rim[a]st[a] sol[a] // Piccoli, irr[a]ggiungibili puntini che vibr[a]no [a]ll'orizzonte // [a]rmoniosi, [a]lline[a]ti // P[a]nico, r[a]bbi[a] // Il tempo corre e tu continui disper[a]t[a]mente a prov[a]re // Non cerc[a]re scorci[a]toie // Ce l[a] puoi fare // Tutti ce l[a] f[a]nno. // Tutti quelli che vivono ver[a]mente, // tutti quelli che [a]ll[a] vit[a] non soccombono. // [Claudia]
August 16 £e f@vo£e - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Ho sempre amato le favole...sapete perchè? Perchè in ognuna il protagonista compie una trasformazione, si evolve, cambia.
Non è mai statico, mai uguale dall'inizio alla fine, ma si schiude in una continua metamorfosi, come un bruco che dallo strisciare per terra
si ritrova a volteggiare nell'aria, al posto del grasso corpo verde due ali finemente cesellate di linee azzurre e spruzzi d'oro.
E questo cambiamento avviene sempre in meglio. Sempre. Per questo amo le favole, perchè chiunque abbia la fortuna
di esserne il personaggio principale maturerà, riuscirà a realizzare i suoi sogni più reconditi,
a raggiungere i suoi obbiettivi, ad avere il suo lieto fine.
E lo voglio anche io, il mio lieto fine.
Sono anni che sogno di vivere la mia favola, con i suoi batticuori, con le sue mille sensazioni che frizzano sotto pelle, con le sue magie fatte
di sguardi e di impressioni o di futili illusioni. Pura immaginazione. Le grandi storie trasparenti di una vita che trasparente non vuole essere....
Fa paura pensare a quanto tutta quella fantasia, tutti quei pensieri possono farti soffrire
terribilmente o renderti felice, quasi euforica. E ho capito, ho capito che forse la protagonista di una favola,
di una bella favola io non lo sarò mai, perchè sono statica nelle cose più importanti, perchè continuo ancora, imperterrita a sognare
senza lavorare per rendere tutto vero, perchè non miglioro, non mi scopro diversa,
semplicemente mi autodistruggo o, abulica, mi arrendo.
![]() Perchè purtroppo non abito in un libro, dove ci si sveglia una mattina con una strana forza dentro, pronti a vincere,
meravigliosamente "imparati", colmi di nuove doti sviluppate nel sonno e adesso misteriosamente pronte per l'uso.
Io le giornate d'oro che ti rivoluzionano l'esistenza .... bhè non ce l'ho. Non sono di carta, nè l'eroina di un'acclamato romanzo,
sono una ragazza, una ragazza che ha paura, una ragazza confusa ma soprattutto
incazzata, sono una ragazza in carne ed ossa, puoi allungare la mano adesso e toccarmi,
sentirmi scorrere sotto le dita, senza sparire, senza smarrirmi fra righe scritte, protagonista insieme ad altri miliardi di persone della vita.
La vita reale, dove la fortuna non brilla sempre dalla tua e i principi azzurri non hanno di regola un aspetto incantevole o un sorriso scintillante,
ma spesso si nascondono dietro a un volto comune, dove gli uccellini e gli scoiattoli non fanno a gara per aiutarti a rifare il letto
o pulire la camera e non hai nemmeno la bacchetta per fare i compiti più in fretta
nè una scopa volante, per scappare dalle situazioni difficili o dai posti sbagliati nei momenti sbagliati.
Questo è un mondo schiacciato dall'immagine, dall'apparenza, non esistono occhiali capaci di scrutare dentro agli altri per
capire se le buone intenzioni che decantano non sono altro che spudorate menzogne e non ci sono le fatine
che ti tirano fuori dai guai quando il gioco si fa impossibile.
Qui devi lottare, giorno dopo giorno, qui la gente è pronta a metterti i piedi sulla testa, a schiacciarti con le tue aspirazioni,
perchè non sa nulla di te, di quello che hai passato... E non gliene frega niente di sapere:
l'ingnoranza facilita l'azione, è meglio non indagare, non conoscere, ci vorrebbe troppo di coraggio poi, per fare quello che fanno.
Decisamente troppo per dei tipi così. E quanto ti volterai, testarda, sicura di voler continuare a crederci verrai colpita alle spalle.
![]() Là fuori nessuno ti ama, nessuno ha tempo da perdere, energie da spendere, voglia di
ascoltare, tutti nemici e amici allo stesso tempo, tutti con le solite facce cordiali e il sorriso sempre pronto faranno gli stronzi
e ti rinnegheranno appena gliene offrirai l'occasione. La gente non legge quello che porti dentro, giudica da ciò che vede, credendo di saperla lunga.
La verità è che nessuno sa un cazzo di nessuno.
Siamo tutti estranei, tutti ottimi attori pronti a tradire, ignari di essere traditi, tutti ronziamo istericamente come moscerini attratti dalla luce,
bruciandoci imperterriti, testardi, incuranti del dolore.
Recitiamo bene o male il nostro ruolo, chi seguendo scrupolosamente il copione, chi ribellandosi alle solite battute già scritte per altri,
inserendo nuove frasi, nuove scene, nuove parole. Se saranno acclamati o strattonati giù dal palco solo il tempo può dirlo.
D'altronde la vita è imprevedibile, anzi: è l'imprevedibilità stessa che occupa le nostre ore nascondendosi fra i minuti,
come un bandito o una fata appostati dietro ad un angolo in attesa dello scoccare del sessantesimo secondo, quando
ignari faremo una scelta, svoltando nella nuova via per scoprire se chi ci troveremo innanzi
avrà due ali leggere o un fucile puntato in mano.
Ma tenetevela stretta, la vostra
imprevedibilità, vi farà comodo in ogni momento. Non giocatela, non rischiatela per un'utopia di nome libertà.
La vera libertà non si ottiene mai, nessuno è libero, fintanto che esitono l'uomo e la sua civiltà,
perchè è una parola scritta sui muri o nelle pagine di storia, dove si racconta che il solo pronunciarla abbia scatenato guerre da miliardi
di vittime.... O nei libri, con i suoi mille significati diversi, adattata a trame differenti, a destini rivoluzionari, a futili bisogni terreni.
Non toglietela dal cielo, non tagliatele le ali per incollarla come un'etichetta su ciò che soggettivamente, stupidamente, egoisticamente ritenete "libertà".
Lasciatela volare sulle vostre teste, irraggiungibile come è sempre stata, impossibile come fu forgiata dalla notte dei tempi,
con le sue ombre intrise di poesia, bella come non mai, col suo vestito di speranza e lo strascico di sangue.
Non alimentate il rosso che le scorre dietro perchè morire per un'utopia è come annullarsi per il niente,
è come diluirsi nel nulla che già soffoca il mondo, ampliare il vuoto della distanza...
E siate bruchi, non fiori nella vostra vita, perchè i primi avranno la possibilità di volare via, ma gli altri per quanto all'apparenza
possano sembrare belli, puri, affascinanti.... bhè resteranno inchiodati a questa triste terra per sempre.
[ Claudia ]
![]() "Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni e crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un'altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello. "
[Oceano mare - Baricco]
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Io sono la regina delle fate,
il vento dell'inverno.
Io sono quella che dona sogni e si nutre di sangue,
io sono colei che sorride agli occhi e graffia i cuori,
che fuori splende come una stella
quando dentro regna il buio più impenetrabile . . . .
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